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29 de abril

Prima che la musica muoia

“Nessun angelo nato all’inferno può spezzare l’incantesimo di Satana, e mentre l’aereo si arrampicava nella notte per illuminare il rito del sacrificio ho visto Satana ridere di gusto, quel giorno la musica è morta”. Era il 1971 e il cantautore americano Don McLean non aveva dubbi. Con lo schianto dell’aereo su cui viaggiavano Buddy Holly, Ritchie Valens e J.P. “The Big Bopper” Richardson, nel 1959, la musica era morta con loro. Il tempo ha, tuttavia, dimostrato che McLean era stato troppo pessimista e che qualche rivoluzione e innovazione è avvenuta, ma contemporaneamente ha lanciato oscuri presagi. Negli ultimi decenni l’industria discografica è mutata così tanto da minacciare la libertà creativa degli artisti, rendendo impossibile la pianificazione di carriera a lungo termine. I mass media hanno imposto determinati modelli influenzando i gusti delle giovani generazioni. Le piccole stazioni radio sono state ingoiate dai grandi network e dal meccanismo della playlist che toglie la curiosità della scoperta. Le etichette indipendenti e lo spirito di autoproduzione vengono annientati dalla lotta con le major. Radio, case discografiche, studi di registrazione finiscono per appartenere agli stessi proprietari, spesso magnati dell’industria petrolifera, alimentare, chimica o automobilista, e sono costrette a seguire leggi e strategie commerciali senza poter agire autonomamente. E’ il caso di un gigante mediatico come MTV e le sue cugine, che applicano alla musica una logica del supermarket. E’ la fine del piacere della scoperta, della figura del deejay che si porta i vinili da casa per condividere le sue passioni con il pubblico. Ma ancora c’è speranza, e questa risiede nelle nuove tecnologie. Da tempo ormai la rete è affollata di siti come MySpace, You Tube, Streaming Tank, e spazi che consentono il contatto diretto tra musicisti e ascoltatori. Se a questo si aggiunge la maggiore visibilità che internet garantisce a radio satellitari ed etichette indipendenti, senza citare l’abbattimento di costi di distribuzione grazie al download ora possibile anche sui grandi magazzini online come Amazon, allora sembra possibile un cambiamento, possibile anche fare ascoltare la propria musica senza intermediari. Il resto lo fa il solito passaparola, prima che la musica muoia.

Rinascita del blog

E' facile perdersi ma non è difficile ritrovarsi...
Da oggi rinasce il mio blog. C'è chi lo chiama diario in rete, chi vuole lasciare solo una traccia, chi lo apre e poi lo abbandona (come ho fatto io).
Numerose le spiegazioni, esaminate in questi giorni anche nel corso d'Informatica applicata al giornalismo, che sto seguendo. Ma certo non sto qui ad elencarle, ne hanno già ampiamente parlato i miei colleghi nei loro blog, e sicuramente in maniera più efficiente della mia. Arrivo un pò tardi, dunque, allora apro questo primo post con un commento alla musica, che in genere accomuna un pò tutti.
Promettendo di aggiornare il blog il più possibile, lascio a voi le sentenze...