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14 May Il mondo non solo in continua evoluzione, ma in continua rivoluzioneL'era digitale, nella quale siamo immersi come in un fiume in piena che non possiamo nè fermare nè deviare, ma nel quale siamo costretti a nuotare per non soccombere; sta cambiando radicalmente la nostra società. Si tratta di un'evoluzione o per meglio dire una rivoluzione (come suggerisce il Prof.Alfonso) permanente, nei mezzi e nelle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, che apre nuove finestre sul domani. Proprio perchè nulla è definitivo in quest' epoca di cambiamento, bisogna cercare un'armoniosa coesistenza tra conoscenza tecnica e conoscenza umanistica, tra cultura delle macchine e cultura delle parole. Ma nessun cambiamento si può vivere senza identità o senza memoria del presente. E il giornalista vede sempre più imminente il passaggio dalle fasi delle origini, contrassegnata dal suo rapporto univoco e totalizzante con la notizia, alla fase del futuro prossimo in cui dovrà occuparsi di tutto: della notizia, delle immagini, dei suoni, dei sonori, della ripresa, del montaggio e, chissà, anche della messa in onda. Non è pura fantasia. Basta consultare una pagina del sito della Scuola di giornalismo della Columbia University di New York ( http://www1.cs.columbia.edu/graphics/projects/mars/mjwSd.html ): ci si trova davanti a una specie di marziano, una workstation produttrice di notizie interamente digitalizzata, computerizzata, integrata in ambiente wireless, senza fili. Un giornalista ha in testa una telecamera che riprende immagini che egli monta sul computer e provvede a trasmettere tramite una mini parabola collegata a un telefono satellitare. Altro che troupe! Naturalmente ciò non è ancora realtà, ma presto lo diverrà, anzi lo sta diventando. Ad esempio nella redazione di RaiNews24, il canale satellitare all-news della Rai, i giornalisti non sono tanto redattori-operatori, quanto redattori-montatori. Essi non escono abitualmente, ma realizzano i notiziari 24 ore su 24, per 365 giorni, prevalentemente montando le immagini che importano da un gigantesco server sullo schermo del computer su cui leggono le fonti di agenzia e su cui scrivono i loro testi. Ancora più avanti si trova una piccola televisione di New York. Si tratta dell'emittente New York 1 collegata con cavi in fibra ottica con alcune zone strategiche della città, ove sono collocati punti di riversamento d'immagini, per cui non è necessario che i redattori corrano su e giù per la città; l'importante è raggiungere questi nodi. Ben presto altre emittenti si attrezzeranno per utilizzare le tecnologie digitali per velocizzare il lavoro giornalistico televisivo. Riducendo anche il personale. Il risparmio è garantito. Rimane il problema della qualità. 12 May Il buio non distrugge ciò che nasconde"Scrivere è raccontare, raccontare è inevitabimente raccontarsi. Pensate che frustrazione scrivere e raccontare per tanto tempo gli altri, senza cercare di poter mai veramente raccontare se stessi. Certo fra le righe degli articoli ci siamo sempre, ma in teoria il giornalista deve cercare di rendersi trasparente, impercettibile, sacrificandosi per mettere in contatto il mondo degli autori e dei produttori con l'universo dei fruitori e degli appassionati. Un tramite invisibile. Tanto è vero che ci sono mille retroscena del nostro lavoro che non vanno mai "in onda" sulle pagine di un giornale, e alla fine di un pezzo lo rileggi sempre pensando a quello che c'è dietro e che nessuno saprà mai." Gabriele Guerra. 07 May Un pò di notizie da casaSilvio fa marcia indietro. Niente ministro calabro.
Questo è il titolo che figurava oggi sul nostro quotidiano Calabria ore. Sarà un bene, un male, lo si vedrà col tempo...intanto aspetteremo che il premier in carica prenda qualche decisione ricordandosi anche di noi "terroni".
Sembra, infatti, ormai sfumata l'ipotesi, avanzata nei scorsi giorni dal Parlamento, di candidare il leader dei Democratici calabresi, Marco Minniti, alla presidenza del Copasir (commissione parlamentare di controllo sui Servizi segreti). Si parla invece, per ricoprire questo ruolo, del prodiano ed ex ministro della Difesa, Arturo Parisi. In casa del Pd calabrese, comunque, si pone molta attenzione alla relazione di Minniti, che esporrà nei prossimi giorni. Agazio Loiero, dal canto suo, si dice sicuro di voler arrivare sino alla fine della legislatura, nonostante le crete ben presenti all'interno del suo partito. Sul fronte del centrodestra è molto alta la tensione per la nuova composizione governativa. A meno che non vi siano sorprese all'ultimo momento, non dovrebbe esserci alcun ministro calabro, al contrario di quanto promesso in campagna elettorale da Silvio Berlusconi. L'unica cosa che il Cavaliere avrebbe offerto alla pattuglia calabrese, sarebbe quella di un viceministro e al massimo un paio di sottosegretari. Per il primo incarico si ipotizza il leader nazionale del Partito repubblicano, Francesco Nucara. Maggiori notizie si avranno prossimamente, dopo l'incontro tra Nucara e Berlusconi, che avverrà oggi. Ma, poichè giù da noi è sempre un continuo di ipotesi, ulteriori novità potremo averle anche sul fronte Giustizia. Se Marcello Pera dovesse diventare il nuovo Guardasigilli, allora si aprirebbero possibilità per la cosentina Jole Santelli. La quale andrebbe a ricoprire l'incarico di sottosegretario.
Tutto questo, ovviamente, sono solo supposizioni, in seguito vedremo quali saranno le nostre sorti.
Nel frattempo potete aprire le scommesse... 05 May LINUXUn sistema operativo libero, aperto ai contributi esterni che tutti conosciamo, e anche se nessuno al momento della sua nascita poteva prevederlo, questa caratteristica è ciò che gli ha permesso di ottenere il successo che tutti possiamo constatare oggigiorno.
Stamattina a lezione ve ne è stato un breve accenno, quale spunto migliore per parlarne e approfondire con voi l'argomento.
Linux (o GNU/Linux) vede la luce nel 1991, oggi è il sistema operativo preferito da migliaia di programmatori sparsi in tutto il mondo, usato soprattutto come server in ambienti di produzione ma ultimamente ha conosciuto anche una certa affermazione in ambiente desktop.
Non esiste un'unica versione di Linux, ma diverse distribuzioni, quella di cui vi voglio parlare (che uso) è Ubuntu.
Nasce nel 2004 e si caratterizza per la sua facilità d'installazione e d'utilizzo e per la disponibilità di frequenti aggiornamenti della versione stabile. Questo sistema è rilasciato come software libero ed è pertanto gratuito e liberamente modificabile. E' rilasciato sotto licenza dalla ILS (Italian Linux Society), associazione senza fine di lucro che dal 1994 promuove e sostiene iniziative e progetti in favore della diffusione di GNU/Linux e del software libero in Italia, con lo scopo di divulgare la cultura informatica nel nostro paese. Una libera circolazione delle idee e della conoscenza in campo informatico, quindi, che ne ha permesso la diffusione anche in campo politico. Per il mondo politico, infatti, l' open source "non è una questione per tecnocrati: è una questione di democrazia". Queste le parole di Fiorello Cortiana nella giornata, dello scorso luglio, di lavori organizzata dal Comune di Roma sui cambiamenti introdotti dalle reti e dal software libero nel rapporto tra i cittadini e le istituzioni. "La nuova rivoluzione" dell'open source deve avere come esito il passaggio dalla logica imprenditoriale della competizione a quella della cooperazione. Non si può imporre un brevetto su qualunque codice informatico, "che è un po' come brevettare l'acqua, o le note musicali". E Mariella Gramaglia, assessore alla Comunicazione del comune di Roma e organizzatrice dell'evento, cita un articolo dell'Economist: "In questo articolo l'open source viene visto in un'ottica generale, una grande forza che autorizza le persone a collaborare insieme, un modello che forse si può riproporre nella vita sociale".
Come si evince da tutto ciò, la libera circolazione delle idee vale più di mille motori di ricerca, anzi va considerata come il più grande dei motori di ricerca. Per questo consiglio a tutti, come ho già fatto io spinta da consiglio, di utilizzare Linux.
29 April Prima che la musica muoia“Nessun angelo nato all’inferno può spezzare l’incantesimo di Satana, e mentre l’aereo si arrampicava nella notte per illuminare il rito del sacrificio ho visto Satana ridere di gusto, quel giorno la musica è morta”. Era il 1971 e il cantautore americano Don McLean non aveva dubbi. Con lo schianto dell’aereo su cui viaggiavano Buddy Holly, Ritchie Valens e J.P. “The Big Bopper” Richardson, nel 1959, la musica era morta con loro. Il tempo ha, tuttavia, dimostrato che McLean era stato troppo pessimista e che qualche rivoluzione e innovazione è avvenuta, ma contemporaneamente ha lanciato oscuri presagi. Negli ultimi decenni l’industria discografica è mutata così tanto da minacciare la libertà creativa degli artisti, rendendo impossibile la pianificazione di carriera a lungo termine. I mass media hanno imposto determinati modelli influenzando i gusti delle giovani generazioni. Le piccole stazioni radio sono state ingoiate dai grandi network e dal meccanismo della playlist che toglie la curiosità della scoperta. Le etichette indipendenti e lo spirito di autoproduzione vengono annientati dalla lotta con le major. Radio, case discografiche, studi di registrazione finiscono per appartenere agli stessi proprietari, spesso magnati dell’industria petrolifera, alimentare, chimica o automobilista, e sono costrette a seguire leggi e strategie commerciali senza poter agire autonomamente. E’ il caso di un gigante mediatico come MTV e le sue cugine, che applicano alla musica una logica del supermarket. E’ la fine del piacere della scoperta, della figura del deejay che si porta i vinili da casa per condividere le sue passioni con il pubblico. Ma ancora c’è speranza, e questa risiede nelle nuove tecnologie. Da tempo ormai la rete è affollata di siti come MySpace, You Tube, Streaming Tank, e spazi che consentono il contatto diretto tra musicisti e ascoltatori. Se a questo si aggiunge la maggiore visibilità che internet garantisce a radio satellitari ed etichette indipendenti, senza citare l’abbattimento di costi di distribuzione grazie al download ora possibile anche sui grandi magazzini online come Amazon, allora sembra possibile un cambiamento, possibile anche fare ascoltare la propria musica senza intermediari. Il resto lo fa il solito passaparola, prima che la musica muoia. Rinascita del blogE' facile perdersi ma non è difficile ritrovarsi...
Da oggi rinasce il mio blog. C'è chi lo chiama diario in rete, chi vuole lasciare solo una traccia, chi lo apre e poi lo abbandona (come ho fatto io).
Numerose le spiegazioni, esaminate in questi giorni anche nel corso d'Informatica applicata al giornalismo, che sto seguendo. Ma certo non sto qui ad elencarle, ne hanno già ampiamente parlato i miei colleghi nei loro blog, e sicuramente in maniera più efficiente della mia. Arrivo un pò tardi, dunque, allora apro questo primo post con un commento alla musica, che in genere accomuna un pò tutti.
Promettendo di aggiornare il blog il più possibile, lascio a voi le sentenze... |
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